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L’immagine corporea: il primo tassello per la consapevolezza di Sé

La bellezza individuale non è unicamente l’insieme delle qualità percepibili attraverso i cinque sensi, ma un percorso in divenire che origina direttamente nella nostra anima.

Essa non è nient’altro che la massima espressione delle possibilità individuali che si matura progressivamente attraverso la conoscenza di sé stessi, del proprio potenziale e nel continuo e costante superamento delle proprie convinzioni limitanti.

Parlare di modello di bellezza ideale non solo non ha senso, ma è una rappresentazione illusoria che non potrà mai dare conto delle specificità che ognuno può esprimere nell’unicità del proprio essere.

La vera bellezza trascende l’aspetto fisico dato che scaturisce solo da un maggiore e più elevato grado di consapevolezza di sé: una caratteristica che se opportunamente curata è in grado di rapire e conquistare anche il più distratto osservatore.

Riappropriarsi degli strumenti adatti a far emergere la verità e la vera natura del proprio essere è il dovere/piacere di chi vuole vivere nella bellezza.

Ma per gestire sapientemente questo potere è necessario – come primo stepprendere confidenza con il nostro corpo e capire le modalità con cui interagiamo con la nostra corporeità.

Dedicare attenzione a questo passaggio significa comprendere in profondità come il corpo esprima le nostre differenze: si interagisce con il mondo non solo attraverso i gesti e le espressioni del viso, ma anche con il movimento del fisico.

Ti piaci come sei? Ami il tuo corpo e l’immagine che ti rimanda allo specchio?

Non ho la sfera di cristallo ma sono sicura che a fronte di domande di questo tipo molti risponderebbero non solo di non essere soddisfatti del proprio aspetto fisico, ma avrebbero pronta una bella lista di imperfezioni e difetti fisici da elencare.

Quei rotolini di troppo, quelle occhiaie malefiche, quel naso enorme e poi vuoi mettere quelle labbra sottili, le guance troppo paffute e il seno calante. Insomma, credo che l’elenco sia infinito.

La questione è che raramente una persona si piace davvero.

Il problema sorge però quando si è ossessionati dalle proprie ipotetiche imperfezioni, quando l’angoscia o la preoccupazione di non essere “belli e perfetti”, come i media declamano, interferisce gravemente con la nostra vita limitando le nostre azioni e i nostri desideri.

Quando tale condizione viene portata all’eccesso può assumere una connotazione patologica e, in psicologia, viene indicata come “disturbo da dismorfismo corporeo”.

Il fatto è che la maggior parte delle persone limita all’apparenza fisica il concetto di immagine corporea. In verità è molto di più. Davvero tanto di più.

Tramite la corporeità comunichiamo chi siamo e come abitiamo lo spazio. È sempre tramite il corpo, ossia a come lo percepiamo, che diamo valore a noi stessi.

La maggior parte delle persone limita l’idea di immagine corporea all’apparenza fisica, alla bellezza e all’essere attraenti. Ma sicuramente c’è dell’altro. L’immagine corporea è la rappresentazione mentale di noi stessi: una rappresentazione che influenza gran parte del nostro comportamento, delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.

Se ci pensi bene, la percezione del nostro corpo, le emozioni e le nostre convinzioni orientano i nostri progetti, chi incontriamo, chi sposiamo, la natura delle nostre interazioni, il nostro benessere quotidiano e anche la probabilità di patire alcuni disturbi di natura psicologica.

L’immagine che attribuiamo alla nostra corporeità non è solo quella che ci rimanda lo specchio e su cui – consapevolmente e/o inconsapevolmente – esprimiamo un giudizio, ma scaturisce pure dalle sensazioni che esso ci rimanda e, quindi, dalla rappresentazione mentale di queste emozioni.

Si tratta di un’immagine tridimensionale che viene costruita a livello celebrale sulla base delle continue sensazioni tattili, uditive, visive, cinestesiche che provengono dal corpo e che vengono istantaneamente elaborate dalla mente.

La percezione del nostro corpo, i pensieri, le emozioni che nutriamo nei suoi confronti sono molto importanti perché contribuiscono a creare l’immagine mentale di noi stessi, la nostra immagine corporea e, quindi, una parte rilevante della nostra identità.

È l’insieme dei pensieri e delle emozioni che ognuno vive nei confronti del proprio corpo a determinare l’immagine corporea ch ed è per questa ragione che l’immagine corporea circoscrive il rapporto che abbiamo con il nostro aspetto fisico.

Nel 1935, lo psicologo Paul Ferdinand Schilder ha definito puntualmente l’immagine corporea con questi termini “l’immagine del nostro corpo che ci formiamo nella mente e cioè il modo in cui il nostro corpo ci appare”.

Si tratta di una rappresentazione mentale profondamente complessa perché è influenzata non solo dalla percezione  del proprio corpo, ma anche da come si pensa lo percepiscano gli altri.

L’immagine spiega quali sono i fattori che contribuiscono a determinare l’immagine corporea.

Corpo

Una buona immagine corporea è dunque indice del benessere psicofisico, di buoni pensieri, di un sano amor proprio.

Quando questi elementi sono carenti, il disagio psicologico si riflette inevitabilmente sul corpo stesso in forma di patologie più o meno gravi.

Non è un caso che le persone depresse, ansiose, timide, con problemi relazionali o sessuali, o che hanno subito un trauma, siano prevalentemente insoddisfatte del proprio aspetto fisico.

In genere, una persona che soffre del disturbo dell’immagine corporea è insicura, tende a svalutarsi e ha sviluppato nel tempo un insieme complesso di credenze limitanti su di sé, come, ad esempio, una scarsa autostima.

Autostima e immagine corporea vanno quindi a braccetto e si influenzano a vicenda. Se il rapporto con il nostro corpo è positivo e le nostre convinzioni in merito sono potenzianti, la nostra autostima sarà sicuramente alta e viceversa. Più è elevato il livello di insoddisfazione per il nostro corpo, maggiormente la nostra vita sarà condizionata negativamente e, dunque, anche le nostre relazioni.

La bassa qualità dei pensieri, le credenze depotenzianti e la scarsa autostima che abbiamo nei confronti del nostro corpo sono la causa di un’immagine corporea distorta. Questa può essere  causa di un profondo malessere interiore che se non opportunamente gestito può generare gravi squilibri anche a livello fisico.

Che le nostre convinzioni e l’incessante mole di pensieri che elaboriamo nella mente possano influenzare l’organismo umano e le sue funzioni biologiche è ormai un dato assodato.

Possiamo fare davvero tanto per migliorare la percezione che abbiamo della nostra immagine corporea partendo dal presupposto che essa non è nient’altro che una rappresentazione mentale.

Il lavoro va quindi orientato nel migliorare questa rappresentazione mentale, focalizzandoci soprattutto sulle qualità, sull’accettazione e soprattutto sulle caratteristiche uniche che possediamo e che ci rendono unici e irrepetibili.

La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo e questo già di suo ci rende assolutamente bellissimi.

Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi.
(Thomas Bernhard)

08/02/2022

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