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Quando la mancanza di autostima diventa un alibi

Qualche giorno fa ho letto un bellissimo articolo che conferma, una volta di più, come l’autostima possa essere appresa fin dalla tenera età, se inserita all’interno del percorso didattico di una scuola.

Il titolo stesso dell’articolo la dice lunga: “L’insegnante che ogni giorno fa 10 minuti di complimenti ai suoi studenti disabili”.

Chris Ulman, un docente di Jacksonville, in Florida, apre ogni mattina le sue lezioni elogiando uno alla volta tutti i suoi piccoli studenti.  Il suo obiettivo è insegnare l’autostima ai bimbi affetti da disabilità, soffermandosi ogni giorno sulle loro qualità e sulle cose che sanno fare meglio, in modo che imparino a guardare sé stessi e gli altri con occhi diversi.

Ulman è responsabile di una classe composta da bambini affetti da diverse patologie che spaziano dall’autismo alla sindrome di Down, a disturbi neurologici e a lesioni cerebrali gravi.

Tutti i piccoli studenti provengono da esperienze di segregazione, nel senso che sono sempre stati separati dagli altri studenti cosiddetti “normali”. Ora, invece, partecipano tutti alle attività scolastiche, ballano di fronte a centinaia di altri bambini e prendono la parola nei dibattiti.

Secondo Ulman, questi progressi dipendono da un approccio educativo diverso, basato soprattutto su empatia ed autostima. A questo scopo, ogni mattina l’insegnante apre le sue lezioni esprimendo a ciascuno dei suoi studenti la sua soddisfazione nel vederlo lì e complimentandosi per i traguardi raggiunti, siano essi scolastici, sportivi o di altro genere.

L’importante è che l’allievo si senta apprezzato, compreso e, di conseguenza, stimolato a fare meglio, imparando, nello stesso tempo, a riconoscere i successi dei suoi compagni e a gioire con loro.

Il lavoro di Ulman è di invertire la loro impostazione psicologica e aiutarli ad avere stima di sé. Ricordare loro le qualità che possiedono sposta l’attenzione da ciò che non possono fare a quello che, invece, sanno e possono fare.

Così facendo, i bambini sono diventati molto più socievoli e anche le loro abilità comunicative, verbali e non, sono migliorate notevolmente.

Quello che sta facendo Ulman è straordinario: invece di focalizzarsi sui deficit, si concentra sui talenti dei suoi pupilli. Invece di parlare di pace, amore e armonia, mostra loro pace, amore e armonia.

Questo esempio meraviglioso mi ha portato a fare due considerazioni:

  • si può fare tanto per migliorare la propria autostima inserendola, fin dalla tenera età, all’interno di un percorso educativo ;
  • la mancanza di autostima che lamenta la maggior parte degli adulti è spesso un alibi.

A queste considerazioni personali è seguita una domanda.

Perché la maggior parte delle persone non ha sufficiente autostima?

A mio avviso, la bassa autostima è dovuta all’incapacità di scegliere che cosa è bene per sé stessi.

Discernimento e scelta, infatti, sono le due parole chiave per l’autostima: discernere ciò che davvero conta e scegliere di mantenere il focus su quello che riteniamo importante.

Il segreto dell’autostima risiede in questi due passaggi, non sempre semplici da fare. Almeno per gli adulti.

Mentre i bambini assorbono, in maniera quasi istantanea, queste priorità, integrandole nel loro comportamento mediante un processo di emulazione; gli adulti faticano a far propri questi valori perché si sentono oberati dalle attività quotidiane.

Se chiedi a una persona adulta perché non dedica tempo e spazio nella sua giornata alla sua crescita personale, con molta probabilità ti risponderà che ha miliardi di cose da fare.

Insomma, tirerà fuori un alibi. Il lavoro, i figli, le attività domestiche, la palestra e via dicendo.

Il fatto è che lavorare su sé stessi non vuol dire trascurare i propri impegni pratici, ma significa fare ordine, dedicando il giusto tempo e la giusta energia alle proprie attività quotidiane senza rinunciare a sé stessi.

Se credi che il tempo non sia mai abbastanza, forse è perché hai abbandonato le tue priorità e ti stai perdendo dietro a moltissime attività inutili, che ti distraggono dai tuoi obiettivi più grandi. A forza di disperdere le tue energie, perdi di vista ciò che conta davvero, privandoti dell’occasione di far fiorire ciò che sei.

Per fare qualcosa di diverso rispetto a ciò che stai facendo ora, in primo luogo, dovresti comprendere che cosa è davvero importante per te, che cosa ti rende realmente felice, quali sono i tuoi talenti e come desideri metterli al servizio di chi sta vicino.

Se pensi di essere insignificante e che nessuno sia interessato alle tue qualità, verifica se hai questa convinzione solo perché hai paura di metterti in gioco e preferisci non esporti rimanendo rintanato nel tuo comodo cantuccio nel quale vivere indisturbato.

La verità è che, così facendo, rischi di essere consumato dalla tua stessa insoddisfazione e dalla tua infelicità. La mancanza di autostima è un comodo alibi dietro il quale nascondi la tua vera forza e le tue capacità.

Se questo concetto è chiaro a dei bambini, che hanno pure gravi patologie, tutti noi – se realmente motivati – possiamo arrivare a coglierne il senso manifestandone l’essenza nella nostra vita.  

Metti da parte gli alibi e sii sincero con te stesso.

Fino a quando non apprezzi te stesso, non dai un valore al tuo tempo. Fino a quando non dai un valore al tuo tempo, non farai nulla con esso.

(M. Scott Peck)

17/12/2019

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