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Ansia: un vampiro energetico in piena regola

Paura, intensa preoccupazione, sensazione di minaccia perenne: sono solo alcune delle emozioni angoscianti associate all’ansia, a conferma del fatto che i vampiri energetici sono persone e anche stati d’animo.

Chi vive frequentemente stati ansiogeni è sottoposto ad un vero e proprio drenaggio energetico che genera un malessere diffuso che si riflette, inevitabilmente, sulle relazioni interpersonali. A pagare lo scotto sono amici, familiari, colleghi e conoscenti. 

Gestire gli stati d’ansia altrui richiede molte energie e non tutti sono disposti a trascorrere la vita con qualcuno che sbarella spesso, che va nel panico facilmente e che si destabilizza per un nonnulla.

Vivere con una persona ansiosa è molto impegnativo: significa scontrarsi tutti i santissimi giorni con un mondo emotivo vulcanico e destabilizzante.

Se conosci qualcuno così sicuramente ti sarà capitato, più volte, di pensare di voler gettare la spugna e di desiderare di allontanarti da una situazione che ti intossica l’esistenza.

Io ti suggerisco di valutare bene la questione prima di tirarti indietro, se davvero questa persona è importante per te.

Oggi ti voglio dare alcuni consigli pratici per alleggerire la pressione emotiva degli stati ansiosi altrui sulla tua quotidianità:

Lo so, magari la situazione ti sembra insostenibile, ma prima di adottare soluzioni drastiche e andartene di punto in bianco, ti do alcuni spunti per “leggere ed interpretare” ciò che stai vivendo. Ti propongo di osservare la questione da un altro punto di vista.

Consideralo un esperimento e solo dopo aver provato deciderai se vale la pena proseguire.

Con questo non ti sto dicendo di assecondare tutto e tutti e dire sempre di sì. Non è di certo quella la strada migliore. Ti do semplicemente alcune chiavi di lettura per comprendere meglio chi è ansioso. Questo passaggio ti sarà utile per capire come si sviluppano certe dinamiche psicologiche e ti aiuterà a tranquillizzare in maniera efficace chi ti ammorba.

Vediamo insieme alcuni punti importanti.

1 – Impara a guardare oltre.

Il primo passaggio sta nel guardare oltre l’ansia e valorizzare le qualità positive della persona che ti sta vicino. Mi rendo conto che non è sempre facile, ma sperimenta. Quindi nel momento in cui senti di star li li per perdere le staffe, invece di dare in escandescenze, nella tua mente inizia a proiettare una lista virtuale di qualità positive di quella persona, ignorando le negative. Ovviamente, preparati prima una lista (scrivila se vuoi) in modo che tu possa partire subito con la ripetizione mentale di queste qualità. All’inizio il processo ti parrà innaturale (anche perché, se stai seguendo questo suggerimento, ti trovi sicuramente in una situazione in cui hai solo voglia di esplodere), ma vedrai che con il passare dei minuti la tua vibrazione si modificherà sensibilmente in positivo abbassando la carica della rabbia e della frustrazione.

2 – Gli stati di iperattivazione sono tipici delle persone ansiose.

La persona ansiosa è sostanzialmente iperattiva nel senso che la sua mente non è in grado di staccare e per questo motivo ha il cervello sempre a mille. Se stai vicino a una persona ansiosa sai bene di cosa sto parlando e sai anche quanto possa essere stancante vivere la proiezione di questo stato su di te. Nel momento in cui pensi sia necessario parlare di una questione importante tieni in conto questo fattore scegliendo sempre uno spazio fisico tranquillo e possibilmente naturale. In un ambiente sereno e rilassato la persona ansiosa sarà soggetta a un numero inferiore di stimoli, presterà maggiore attenzione a quello che dici e sarà meno suscettibile. Con questo semplice accorgimento diminuisci enormemente l’impatto dell’iperattivazione.

3 – L’ansia è irrazionale.

Se cerchi di sedare gli stati ansiosi altrui sottolineando l’irrazionalità e l’insensatezza di certi atteggiamenti, sappi che non è “cosa buona e giusta”. Lo so, lo fai a fin di bene affinché l’altro si riscuota e capisca. Io ti posso assicurare che sottolineare costantemente l’irrazionalità di un pensiero o di una situazione crea un grande senso di colpa e fa sentire incompreso l’altro per ciò che sta vivendo. La persona ansiosa ha difficoltà a gestire determinate sensazioni, emozioni e pensieri che tu dai per scontato. L’ansia è legata, indissolubilmente, a pensieri negativi che si ripetono come un loop. La mente è letteralmente bombardata sempre dagli stessi pensieri, che spaventano o sconfortano e questo avviene in continuazione come un disco rotto. Ecco perché lasciare andare, o semplicemente voltare pagina, può essere molto difficile. Se insisti a voler sminuire la faccenda rischi di alimentare questo stato, dato che più farai pressione affinché certi pensieri vengano rimossi, più questi si fisseranno nel cervello dell’altro. Non insistere affinché l’altro si “dimentichi”, si “rilassi” o “dorma” perché, con tutti questi ordini, si sentirà solo peggio. Il tuo compito è quello di alleggerire il processo invece che di calcare la mano. Il processo di guarigione richiede molta pazienza. Tempo al tempo.

4 – Chi è ansioso è poco propenso al cambiamento.

La persona ansiosa vive in uno stato di angoscia quasi permanente. Un pensiero molto comune agli ansiosi è alimentato dalla sensazione che stia per accadere qualcosa di negativo. Questo spiega perché gli ansiosi siano poco propensi ai cambiamenti dato questi potrebbero significare destabilizzazione, caos e, naturalmente, malessere. Ogni cambiamento richiede molta pazienza ed è necessario rispettarne il ritmo senza forzature.

5 – L’ansia impedisce di vivere nel qui e ora.

La persona ansiosa raramente è in grado di essere pienamente presente, la sua mente iperattiva fa dei veri e propri voli pindarici. Questo atteggiamento è sostanzialmente inconsapevole e viene attivato da stimoli ambientali: da una frase, da un pezzo musicale, da un profumo o da un oggetto, che il cervello associa ad una vicenda del passato. Da lì in poi si innescano in sequenza un flusso incessante di pensieri. Se ti accorgi che sta accadendo questo, non preoccuparti, osserva ciò che accade e lascia che tutto torni lentamente alla realtà.

6 – Essere ansiosi richiede un surplus di riposo.

L’ansia è davvero sfibrante. Pensa solo per un attimo di trascorrere 7 giorni su 7 in uno stato di perenne tensione. Un mio amico ha descritto l’ansia con queste parole: “sempre in attesa di un so che e senza sapere il perché”. Immagina quanto possa essere spossante questo stato a livello fisico e mentale: è per questo che le persone ansiose hanno bisogno di più riposo rispetto agli altri. A questo aggiungi pure la difficoltà di fare un sonno davvero ristoratore. Se questo è quello che vivi ogni giorno affianco a questa persona, non recriminare sulla sua necessità di riposo spronandolo ad essere più attivo: aggiungeresti solo una dose extra di angoscia e di tensione.

7 – Parlare di ciò che si prova può essere estremamente liberatorio.

Per la persona ansiosa è fondamentale avere qualcuno che ascolti e mostri interesse per il suo intricatissimo mondo emotivo. In alcuni casi, l’amore e la comprensione sono meglio dei farmaci e della psicoterapia. Chiedigli spesso come si sente e cerca di capire il suo stato d’animo. L’ascolto attivo rafforzerà il vostro rapporto, creando legami affettivi ancora più solidi. Non è sufficiente dire “ti capisco, sei ansioso/a”, è importante mostrare attivamente il proprio coinvolgimento. Questo significa che, in presenza di un attacco di ansia, devi aiutarlo ad affrontare la questione in modo razionale mostrando di apprezzare i suoi sforzi, anche se minimi.

Ogni cambiamento in positivo, per quanto piccolo sia, è sempre una benedizione e può rappresentare l’inizio di un processo di guarigione.

Ricorda nessuno di noi ha bisogno di pietà; di empatia e compassione invece ne abbiamo bisogno tutti. Coraggio!

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20/11/2020

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