I rapporti tira e molla sono come le montagne russe.
Nel giro di un nanosecondo sono in grado di portarti da uno stato di sublime appagamento alla disperazione più assoluta. L’altalena di emozioni che si prova è quanto di più vampirizzante possa accadere in un rapporto di coppia.
Una relazione di questo genere è in grado di assorbire tanta di quell’energia vitale da lasciare esauste, disorientate e infelici le persone coinvolte.
Se pensi che la causa di tutto ciò sia il comportamento di un solo vampiro ta-dà…sorpresa!
Nelle relazioni “tira e molla” i vampiri sono 2 e si fanno una bella compagnia.
Il processo di drenaggio energetico non sarebbe possibile senza la collaborazione dell’altro. Si tratta di una macabra parodia del detto “una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia”. Soltanto che in questo caso il meccanismo di collaborazione è orientato ad assorbire le energie dell’altro.
Un congegno talmente perverso che si arriva al punto di non potere fare a meno dell’altro. E così che lei non riesce a stare bene né con lui né senza di lui e viceversa.
Per trovare la dose di energia necessaria per far proseguire il rapporto si costruiscono situazioni assurde, si alimentano sentimenti contrastanti, fraintendimenti e incomprensioni di ogni tipo.
Se sei in una situazione simile, bene è arrivato il momento di scendere da questo tagadà.
Lo so che cosa ti è passato per la testa in questo momento.
Non è semplice.
Io ti dico che il fatto che non sia semplice non significa che sia impossibile.
Con questo pensiero comincia ad aprire un varco nei meandri di quei pensieri depotenzianti che ti fanno credere che non esista una via di uscita a questa tragica pantomima.
Non ti darò una soluzione perché ogni persona trova la sua e sono certa che anche tu troverai la tua personalissima soluzione. Tuttavia, desidero darti degli spunti di riflessione potenti che ti aiutino a districarti da questa ragnatela energetica ad elastico che hai costruito nel tempo.
Essere consapevoli di certi meccanismi psicologici può essere molto liberatorio.
Non è detto che i suggerimenti che leggerai si trasformeranno nell’immediato in un’azione concreta . Comunque, una cosa te la posso assicurare: certe frasi risuoneranno in te e si sedimenteranno nel tuo subconscio come un seme. Io sono certa che verranno riesumate al momento opportuno e quel seme germoglierà.
E’ solo una questione di tempo.
E’ arrivato per te il momento di reagire soprattutto se, in questo preciso istante, non trovi pace né quando stai con il tuo compagno/a né quando stai senza di lui/lei.
Partiamo con degli assunti di base e se lo desideri puoi pure scriverli.
Vivere un rapporto altalenante non fa bene a nessuno.
Quanta verità c’è in questa frase!
– I rapporti tira e molla ti fanno perdere di vista te stesso/a.
Con il passare del tempo sarai talmente logorato/a da perdere la lucidità e non sapere più cosa ti fa stare bene.
– I rapporti tira e molla ti privano di energie!
Il senso di stanchezza che provi, dovuto al ripetersi delle situazioni, è causato da un esaurimento energetico che ti impedisce di reagire e trovare una soluzione.
– I rapporti tira e molla possono solo farti sopravvivere, non vivere!
Chi si trova invischiato in un rapporto altalenante finisce per utilizzare tutte le sue energie psico-fisiche soltanto per trovare “vivibile” uno stato di sofferenza.
E su quest’ultima frase, che è l’apoteosi dell’assurdità, ti racconto un aneddoto.
Tempo fa è venuta da me una ragazza che, con molta amarezza, mi ha raccontato della sua relazione di coppia fatta da “tira e molla” continui. Giusto per restare in tema.
Era molto sofferente perché la questione durava da anni.
La protagonista era divisa tra l’accettazione di quello che io cercavo di farle comprendere e la giustificazione del suo malessere.
“Dai, tutto sommato è un tira e molla accettabile”. “Ci sono coppie che stanno peggio”.
A quel punto l’ho guardata negli occhi e le ho detto sorridendo “Quindi tu pensi che sia una soglia minima di sopportabilità del tira e molla? Una specie di misura del tira e molla? Sotto una certa soglia può andare, sopra questa non va bene?”
“Beh si, in un certo senso”, ha replicato lei.
“Mi stai dicendo che possiamo regolarci in base a dei livelli di sofferenza che il “tira e molla” procura?”, le ho detto in modo neutro.
“Si, può essere”, ha annuito lei dopo un attimo di incertezza.
“Bene, allora non ci rimane che stabilire questa soglia di sofferenza minima. Rispondi sinceramente a queste domande”. “Da 1 a 10 quante energie ti toglie la relazione che stai vivendo?”
Lei mi ha guardato sbarrando gli occhi. Non le ho dato il tempo di replicare e ho rincarato la dose.
“Dimmi un po’, quanto tempo dedichi a gioire per le piccole cose quotidiane e quanto tempo dedichi a rimuginare sulla tua relazione e su quello che non va?”.
Siccome non rispondeva, ho proseguito.
“Sai qual è l’assurdità di questa ipotetica soglia? E’ che non ha ragione d’essere! Se il parametro del rapporto di coppia è la sofferenza sappi che non andrà mai bene. L’amore non è sofferenza. E’ amore. E in quanto tale non ha soglie”.
I suoi occhi si sono inumiditi. Stava per scoppiare a piangere. E mentre le porgevo un fazzolettino pensavo che il seme era stato piantato.
Sarebbe fiorito presto. Aveva compreso con il cuore.




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