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Parole e intenzioni possono fare molto male

Parole e intenzioni possono fare molto male, me lo ha ricordato una persona qualche giorno fa.

“Ti ricordi dell’esperimento lanciato dall’Ikea qualche mese fa?”

La domanda non è mia, ma di un caro amico. L’altro giorno ero in pizzeria insieme a lui e si discorreva del più e del meno fino al momento in cui non ha toccato l’argomento, a me molto caro, del vampirismo energetico.

Ne è scaturito un confronto davvero stimolante e ricco di spunti e il mio amico non ha mancato di sottolineare come, al giorno d’oggi, la gente sia alla ricerca costante di “rifornimenti energetici umani”.

Ha fatto un elenco sconcertante: rapporti squilibrati basati sul bisogno, sull’attaccamento e sulla manipolazione; violenze psicologiche in famiglia e al lavoro; mancanza di autostima e di amor proprio. Una lista davvero inquietante, espressione di quei circuiti emozionali perversi che si instaurano fra i vampiri energetici e le loro vittime.

Secondo lui queste situazioni sono molto diffuse e si stanno manifestando sempre più precocemente, fin dalla giovane età. Il dilagare del bullismo ne è una prova evidente.

Sembra incredibile, ma molti vampiri energetici sono adolescenti, pensiamo erroneamente che sia un fenomeno che riguardi prevalentemente gli adulti ma non è così.

Ed è a questo punto che mi ha ricordato l’esperimento di cui ti parlavo all’inizio. Quell’esperimento mi aveva talmente impressionato che l’avevo rimosso mettendolo in un cantuccio nascosto dei miei ricordi. Credo di aver sgranato gli occhi mentre il ricordo di quella notizia affiorava improvvisamente nella mia mente.

Te la faccio breve.

Per mostrare ai bambini quanto sia dannosa la violenza verbale e fisica, a Dubai, Ikea ha lanciato un esperimento dal nome inquietante: “Bullizza una pianta”.

Sono state messe due piante identiche all’interno di una scuola e i bambini per 30 giorni hanno dovuto prendersi cura di una e trattare male l’altra.

Per un mese le due piante hanno ricevuto la stessa quantità di acqua, concime e luce. Tuttavia, ad ognuna di loro è stato riservato un trattamento differenziato da parte dei bambini. Così, se alla prima venivano riservati elogi, complimenti, carezze, paroline dolci e amore; per l’altra, c’erano solo insulti, astio, offese e odio.

Il risultato è stato che dopo 30 giorni una sprizzava vitalità ed era sana e rigogliosa; l’altra, invece, era malata e con le foglie secche.

La foto è sicuramente molto triste, ma penso che ti aiuti a capire in che modo è stato condotto l’esperimento.

Guardala bene e pensa quale peso possono avere le parole. Il loro potere è stupefacente: sono in grado di creare armonia o di distruggere.

Per chi è appassionato di discipline olistiche è una ulteriore conferma degli incredibili esperimenti sull’acqua realizzati da Masaru Emoto. Se non sai chi è ti consiglio di andare a cercarlo su google, sono sicura che le sue ricerche ti stupiranno.

Ritornando a questo insolito esperimento, penso che spieghi meglio di mille parole quanto il bullismo, ed ogni altra forma di maltrattamento, anche solo verbale, possano essere devastanti.

Qui si parla di una pianta, immagina solo per un attimo cosa può succedere a una persona che viene maltrattata e insultata ripetutamente. E se insulti e offese possono abbattere e ridurre in fin di vita una pianta, pensa al male e al dolore che possono procurare ad un essere umano.

Questo è il motivo per cui all’epoca la notizia di questo esperimento mi aveva molto impressionata. Il bullismo ha effetti devastanti su chiunque. Sulle persone così come sulle piante.

Non che non sapessi già quale fosse il potere delle parole, ma vedere l’immagine di quella pianta avvizzita, a causa degli insulti ripetuti, ha avuto su di me un effetto ancora più potente.

Le immagini suggestionano tanto, agiscono con forza a livello inconscio. L’esperimento insegna che anche le parole hanno lo stesso potere. Ma ti dirò di più, anche le semplici intenzioni possono provocare gli stessi effetti.

Infatti tutto questo gran parlare del bullismo con il mio amico, ha fatto riaffiorare alla mia memoria un altro esperimento di “molti anni fa”, sicuramente affine a quello che ti ho raccontato.

Cleve Backster è stato il fondatore del programma della Cia che ha lanciato l’uso del poligrafo, ovvero della macchina della verità. Il 2 febbraio del 1966, Backster si trovava nel suo ufficio della Backster School of Lie Detection di New York City. Aveva lavorato fino a poche ore prima e stava affrontando l’ennesima notte insonne.

In un angolo della stanza, Backster si soffermò ad osservare una pianta di Dracena e gli venne in mente di applicare all’estremità delle sue lunghe foglie gli elettrodi del poligrafo. Non per interrogarla, ovviamente, ma per tentare di misurare, mediante la variazione di conduttività elettrica, quanto tempo impiegava l’acqua a risalire dalle radici alle foglie. L’esperimento pareva davvero insolito, ma si mostrò molto efficace e rivelatore.

Con suo grande stupore la pianta produsse un tracciato poligrafico simile a quello di un uomo.

Fece quindi diverse prove, immergendo le foglie nel caffè caldo e notando una risposta che richiamava la “noia” umana. Quando semplicemente immaginò di bruciare le foglie, l’ago schizzò come impazzito. “La penna balzò improvvisamente fuori dal diagramma”.

La pianta continuò a versare in questo stato di terrore quando Backster andò a prendere dei fiammiferi, ne accese uno e le si avvicinò, e si “calmò” solo quando spense il cerino e portò la scatoletta in un’altra stanza.

In un successivo esperimento, l’uomo bollì dei gamberetti vivi e il truce spettacolo sembrò indurre nuovamente grande sofferenza nella pianta.

Era dunque possibile che le piante avessero una qualche forma di empatia, di sensitività, oltre che di telepatia, riuscendo a percepire oltre che le parole anche le intenzioni minacciose?

A quanto pare sì.

Questo esperimento rivela che non solo le piante hanno una coscienza, ma che si è in grado di modificare lo stato d’animo, le emozioni di un essere dotato di consapevolezza “seppur minima” anche con il pensiero e le intenzioni.

Pensa cosa “invii” quando fai pensieri “brutti e cattivi” e rifletti su quanto possano essere devastanti gli effetti di un pensiero che non è in frequenza con sentimenti superiori come amore o gratitudine.

Lavorare su sé stessi è importante proprio per elevare la frequenza dei propri pensieri. Si tratta di un percorso straordinario che consente di fare bene a noi stessi e, anche se non in maniera intenzionale, di non fare male agli altri.

Da quella sera in pizzeria, ho aggiunto alla mia regola n° 1: “Sii impeccabile con la parola”, altre semplici paroline “Sii impeccabile con le parole e con le intenzioni!”.

Pare una fesseria detta così, ma visto quale peso possono avere le parole e le intenzioni, lo considero importante.

Usa le tue parole e le tue intenzioni per il bene! Sempre.

20/11/2020

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