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Io non voglio tornare alla normalità

“Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema.”

 

Ho letto questa frase sui social e queste parole sono rimbalzate nella mia testa come la pallina di un flipper per diversi giorni.

In questo tempo cristallizzato e surreale, in cui tutti siamo trincerati in casa, si sono aperti immensi spazi di riflessione su quello che sarà o potrebbe essere il post-Covid.

I discorsi istituzionali ci annunciano privazioni ulteriori, necessarie per uscire dal baratro in cui siamo, in attesa dell’agognato momento dove ci riabbracceremo, ci stringeremo la mano e tutti torneremo in piazza a festeggiare a tarallucci e vino.

Mi chiedo: è questo quel che confidiamo davvero per il nostro futuro prossimo? Tornare al punto di partenza? Ai virus culturali che ci siamo inoculati per anni come se fosse normale esserne intossicati?

Poi, a pensarci bene, cosa è la normalità?

 

  • È normale fare delle nostre vite una corsa, presi dalla frenesia di raggiungere qualcosa di effimero, per poi giungere a fine giornata esausti, scarichi e svuotati?

 

  • È normale dimenticarsi di sé stessi, convivendo con quello sconosciuto che ogni giorno guardiamo allo specchio, senza vederlo realmente, come se fosse scontato che sia lì?

 

  • È normale relazionarci agli altri senza essere presenti nelle strette di mano, negli sguardi e negli abbracci? O forse è normale ricordarsene quando queste cose – considerate banali e scontate – ci vengono a mancare?

 

  • È normale distruggere il Pianeta con il nostro smodato consumismo, sempre alla ricerca dell’ultimo prodotto di nicchia, quello che per intenderci ci darà l’insensata illusione di valere qualcosa?

 

  • È normale che la normalità di un Paese respinga gli accordi sul clima, gli investimenti in sanità pubblica, la tutela della biodiversità, gli investimenti in ricerca e cultura, annienti le piccole imprese che ogni giorno si adoperano per noi per darci beni e servizi, distrugga famiglie intere sotto il peso della rincorsa del “fine mese”. E tutta questa normalità sia fatta calpestando l’integrità delle persone, sfregiando il suolo della nostra amatissima Madre Terra, inquinandola con la spazzatura, violentandola con il taglio indiscriminato delle foreste e la riduzione degli spazi adibiti al verde?

 

  • E’ normale dimenticarci che siamo esseri spirituali con pontenzialità immense? Quelle stesse potenzialità che ogni giorno seppelliamo dietro i nostri Iphone “normali”, la violenza di una TV “normale”, i veleni industriali che ingeriamo e l’aria tossica che respiriamo. Normali pure questi.

 

Queste pseudonormalità sono stati i nostri vampiri energetici per decenni.

 

Quegli stessi vampiri che, ora con tutta la loro forza, ci tengono agganciati nella paura.

Paura di perdere qualcosa che abbiamo sempre ritenuto normale e che, invece, ci ha sempre intossicato l’esistenza, sia come individui sia come esseri sociali.

 

Ebbene, io non voglio risvegliarmi con quella normalità. La normalità è il vero problema.

 

Il nostro modello di vita – sociale, culturale ed economico – sta dimostrano tutta la sua inconsistenza. Non c’è niente di cui aver più paura se non tornare alla normalità.

Ognuno di noi deve assumersi la responsabilità di queste importantissime riflessioni. E questo va fatto fin d’ORA, non quando torneremo alla “normalità”.

“In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale.”

Hermann Hesse

27/03/2020

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