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La trappola vampirizzante dell’autocommiserazione

Basta davvero poco per restare imbrigliati nelle maglie della trappola vampirizzante dell’autocommiserazione e cadere vittima di sé stessi.

C’è un aforisma di John W. Gardner che dice: “La pena per se stessi, è uno dei narcotici non farmacologici più distruttivi. Crea dipendenza, da piacere solo momentaneo e separa la vittima dalla realtà”.

Sono certa che sei consapevole che certe prove della vita non siamo semplici da gestire. E’ in quelle occasioni in cui tutto sembra accanirsi contro di te che è facile cadere in una subdola forma di auto vampirizzazione energetica che si chiama autocommiserazione.

Di solito si inizia con frasi tipo “Che disgrazia! Perché è successo proprio a me?” o forse: “Che sfiga che ho, le attiro tutte io!” o “Uff, mai una gioia!”.

Spesso sono frasi usate meccanicamente per avere il supporto o la comprensione di chi ti sta vicino. La questione, apparentemente normale, diventa tutt’altra storia quando questa forma di autocompassione si trasforma in autocommiserazione permanente.

A lungo andare, il rischio che questa “innocua abitudine” di frasi auto compassionevoli plasmi le tue convinzioni diventa molto alto. In poco tempo potresti ritrovarti succube della triste convinzione che tutto si accanisca contro di te e che niente vada per il verso giusto.

Non ti stupire se poi osservando la realtà ti rendi conto che effettivamente è così.

Perché accade questo?

Semplice, perché con frasi del genere ti “crei” da solo. Un po’ come nel caso delle profezie auto avveranti.

Il meccanismo non ha niente a che vedere con magie, fatture, maledizioni o simili.

Anzi, la magia la fai tu con le tue parole al punto che a furia di ripetere quelle frasi ti ritroverai ad autoconvincertene.

Il tuo mondo rifletterà semplicemente le tue convinzioni e ciò che credi di essere.

Cosa puoi fare per uscire dalla trappola dell’autocommiserazione?

Ti propongo un’alternativa. L’alternativa di chi non si fa gestire dagli eventi ma li gestisce.

Alla domanda “Cosa ho fatto per meritarmi questo?” una persona con un certo livello di consapevolezza, che conosce sé stessa e l’ambiente in cui vive, tenterebbe di trovare una spiegazione nel suo comportamento o nel suo sistema di credenze.

Si impegnerebbe a comprendere come la sua azione sull’ambiente circostante e le scelte che ha fatto fino a quel momento possano aver determinato gli eventi che stanno accadendo. E, a meno che non sia impossibile, farebbe di tutto per individuare dei modi flessibili per gestire l’accaduto.

Una persona del genere ha un locus di controllo interno: ovvero, cerca la sua parte di responsabilità in ogni situazione che vive.

Questo modo di interrogarsi sulle cose ti permette di esercitare il tuo potere personale sui fatti che accadono.

Molte persone non riescono ad attivare questo meccanismo di controllo e attribuiscono la responsabilità dell’accaduto all’esterno.

La colpa è sempre degli altri e quindi si è solo delle povere vittime (del destino, della sorte, della società…) a cui non resta altro che autocompatirsi.

Le persone che si autocompatiscono continuamente sono convinte di essere le uniche che soffrono le amarezze della vita, pensano che il loro destino non gli riserverà nulla di buono e di fronte alla minima difficoltà reagiscono con una lunga lista di lamentele.

vampiri energeticiLe persone che si autocompatiscono smettono semplicemente di apprezzare gli aspetti positivi e per questo motivo la loro vita acquista toni cupi e grigi.

Questo processo di percezione della realtà è fondamentalmente inconscio ed è rinforzato dal fatto che si è sempre focalizzati nell’osservare gli aspetti negativi di tutto ciò che accade.

Questo non significa che queste persone non vivano realmente delle vicende traumatiche o a forte impatto emotivo; semplicemente accade che la strategia che utilizzano per “affrontarle” è sempre quella della trappola vampirizzante dell’autocommiserazione.

Questo atteggiamento, a lungo andare, conduce all’immobilismo e alla disperazione.

Fino a che, con il passare degli anni, quella che era una strategia specifica di fronte a fatti isolati si converte in uno stile di vita che si utilizza sempre come risposta a qualsiasi evento.

L’aspetto più impattante di questo atteggiamento è che fortemente condizionante per sé stessi e anche per chi sta accanto.

Auto vampirizza e vampirizza.

La trappola vampirizzante dell’autocommiserazione cela varie insidie:

  • Mina la fiducia in sè stessi
  • Conduce alla solitudine e all’isolamento
  • Facilita l’immobilismo e limita la creatività
  • Non permette di analizzare la propria vita sotto diverse prospettive
  • Preclude molti percorsi che portano al successo

Tutti viviamo dei momenti tristi nel corso dell’esistenza, alcuni difficili da affrontare, altri più semplici. Tuttavia, questo fatto non deve rappresentare una scusa per lasciarti vivere come se fossi un manichino inanimato in balia degli eventi.

La chiave per uscire rafforzato da qualsiasi situazione tu stia vivendo è di intrepretarla come una delle tante esperienze della tua vita dalle quali uscirai rinvigorito.

E’ una legge matematica: ciò che non ti uccide ti fortifica.

È difficile? Alcune volte, sì.

Io ti dico che non è impossibile a patto che ami la vita e desideri migliorarti come persona.

Il segreto è tutto lì.

19/11/2020

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