I vampiri energetici sono dei veri e propri ladri di energia dato che la sottraggono alle loro vittime.
Rubare significa sottrarre qualcosa a qualcuno senza il suo consenso: una definizione che si applica anche al caso del vampirismo energetico.
Rubare è un reato, un fatto che viene condannato non solo dall’ordinamento giuridico, ma anche e soprattutto dalla coscienza sociale che considera il furto come azione eticamente e moralmente scorretta.
“Non rubare” è anche una prescrizione che ha una forte valenza spirituale. Il settimo Comandamento ce lo ricorda dato che proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni altrui e di arrecare danno al prossimo in qualsiasi modo.
Bene, ora che abbiamo appurato che per stare in pace con la coscienza non si deve rubare, siamo davvero sicuri che anche il più fervente devoto, la persona più integerrima e con una fedina penale immacolata, possa considerarsi esente da questo peccato?
Se ti dicessi che la tipologia di furto più diffusa resta impunita, che avviene tutti i giorni, a tutte le ore e che può riguardare tutti, tu che penseresti?
Lo so, il titolo di questo articolo ti dà già la risposta.
Questi ladri di energia, chiamati Vampiri Energetici, sono ovunque e il danno che possono arrecare è molto più subdolo della semplice sottrazione di beni materiali in quanto vanno ad intaccare quanto di più prezioso esiste per la sopravvivenza di un essere umano: l’energia vitale.
Messa in questi termini la questione, mi sono soffermata a pensare alle immani proporzioni del fenomeno del vampirismo energetico.
Se ci pensi bene, il furto più comune e diffuso è la sottrazione di energia al prossimo.
Questo accade ogni giorno nella vita di ognuno. In un modo o nell’altro capita a tutti di entrare in contatto con un vampiro energetico, con un ladro di energia.
Perché questo accada è presto detto: la verità è che nella nostra limitatezza di esseri umani consideriamo l’energia vitale come una risorsa scarsa e, quindi, tendiamo con fare predatorio ad impadronirci dell’energia degli altri.
Bada bene, il processo non è sempre intenzionale, anzi la maggior parte delle volte avviene a livello inconscio.
E’ davvero necessario tutto questo?
La verità è che l’energia vitale è illimitata, la sensazione di scarsità è una percezione erronea.
Per essere consapevoli di questa profonda verità, farla entrare nel cuore, bisogna fare un bel lavoro su di sé. E’ fondamentale capire che esiste un altro modo per approvvigionarci di energia senza necessariamente devastare l’amor proprio e l’autostima del prossimo.
Nel libro di James Redfield “La Profezia di Celestino”, che ti consiglio di leggere, si parla proprio di questo.
Il libro narra le vicende di uno psicologo americano e delle sue avventure alla ricerca di un antico manoscritto, contenente nove chiavi (Illuminazioni) utili a chiarire il significato dell’esistenza umana.
Nel libro, il protagonista, dopo numerose vicissitudini e avventure avvincenti, ritrova il manoscritto che diviene presto oggetto di studi e di ricerche. In questo prezioso testo sono contenute delle chiavi con cui l’uomo può avere una nuova visione della vita e del suo ruolo nel mondo.
Il tema dell’Energia e della lotta per possederla è il filo conduttore del romanzo.
In particolare, la quarta illuminazione rivela come l’umanità faccia un cattivo uso dell’energia, spesso causa di conflitti e scontri tra gli esseri umani. La risposta a questo dramma viene data nella quinta illuminazione che insegna che possiamo imparare ad attingere energia da una fonte comune.
Una fonte illimitata che può preservare la nostra integrità di esseri umani e che ci aiuta a prendere consapevolezza della nostra dimensione spirituale.
Quanta verità ci sia in queste parole lo si può scoprire solo mettendosi in gioco personalmente. E’ necessario varcare i confini del conosciuto e di quello che pensiamo di essere.
Siccome non posso fare questo lavoro introspettivo al posto tuo, ti dò comunque un indizio preziosissimo. Un autentico scaccia vampiri in grado di tenere lontano qualsiasi ladro di energia.
Il segreto sta nel rendersi conto che non si può rubare ciò che si ha, se si è.





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